Inaugurata la Cattedra Ratzinger all'APRA (Roma)

di Lea Amodio 

Un polo di ricerca che riunisca studiosi e professionisti, con a disposizione una biblioteca con più di 2000 volumi di e su Joseph Ratzinger - Benedetto XVI. Attività, lezioni, pubblicazioni (volumi e contenuti multimediatici) e un grande convegno ogni due anni. Così si presenta all'Ateneo Regina Apostolorum di Roma, di vocazione già internazionale, la nuova Cattedra Ratzinger - Benedetto XVI, il centro di ricerca che mancava nella Capitale del mondo cattolico e che offre un nuova proposta e nuovi spazi allo studio della teologia del papa bavarese che fu prima di tutto un sacerdote e professore. A dire il vero, l'Ateneo con la nascita della Cattedra, conferma un interesse e una tradizione "ratzingeriana" avviata già da anni e che ora può avvalersi anche di nuovi strumenti e una rinnovata partecipazione per portare da Roma al mondo l'eredità di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI.   

Ne parliamo qui su Ratzinger Class, con il Prof. P. Sameer Advani L.C. e il Prof. Don Leonardo Pelonara, rispettivamente direttore e vicedirettore della Cattedra Ratzinger in APRA, ringraziandoli per la disponibilità del presentarla, in occasione dell'inaugurazione dell'A.A. 2026/2027, a tutti i nostri lettori. 

Come nasce la Cattedra Ratzinger in APRA, qual è stata la genesi che ha portato a realizzarla presso la vostra Università?

Negli ultimi anni, all’interno dell’APRA sono nate spontaneamente diverse iniziative accademiche dedicate al pensiero di Ratzinger: corsi su vari aspetti della sua teologia tenuti da diversi professori, progetti di ricerca dottorale e altre attività analoghe. Ciò è avvenuto in parte grazie alla presenza di alcuni docenti più giovani che avevano svolto le loro ricerche dottorali proprio su Ratzinger e che hanno poi iniziato a insegnare all’APRA. Parallelamente, anche la nostra biblioteca ha compiuto una scelta consapevole, decidendo di acquisire in modo sistematico sia le opere di Ratzinger sia gli studi a lui dedicati, non solo in italiano e in tedesco, ma anche in inglese, spagnolo, francese e persino in portoghese e polacco. 

Nel 2025 la Facoltà di Teologia ha quindi affidato a noi l’organizzazione di una giornata di studio/convegno sul pensiero di Ratzinger. Approfittando del 60° anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II, abbiamo deciso di dedicare l’incontro a una riflessione sul suo contributo a questo evento fondamentale nella vita della Chiesa e sulla sua interpretazione. Pur trattandosi di una prima iniziativa, il convegno ha riscosso un notevole successo, con la partecipazione di professori e dottorandi provenienti non solo da Roma e dall’Italia, ma anche da diverse parti dell’Europa e delle Americhe. Il Card. Kurt Koch ha tenuto la prolusione inaugurale e gli atti del convegno sono stati successivamente pubblicati dall’editrice Cantagalli.

La Cattedra è nata in questo contesto e con questa finalità: da un lato, contribuire a organizzare e strutturare in modo più organico le numerose iniziative già esistenti all’interno dell’APRA dedicate allo studio e all’insegnamento della teologia di Ratzinger; dall’altro, promuovere attivamente questa visione attraverso corsi, convegni, ricerche dottorali e pubblicazioni.

Attualmente non esiste a Roma una struttura analoga specificamente dedicata alla promozione della teologia di Ratzinger. Per questo motivo, il nostro obiettivo è anzitutto promuovere la ricerca sul suo pensiero, valorizzando la presenza nella Città Eterna di numerosi teologi e specialisti provenienti da tutto il mondo e facendo leva sul ruolo unico che Roma riveste al servizio della Chiesa universale. Allo stesso tempo, desideriamo offrire percorsi di formazione ispirati alla sua opera ai numerosi laici, seminaristi, e giovani sacerdoti che studiano a Roma e, attraverso di loro, contribuire a diffondere la visione di questo «semplice e umile lavoratore nella vigna del Signore» nel mondo intero.

Qual è la mission della Cattedra e perché, a vostro avviso, si rende importante nell’offerta formativa di un’università e per la Chiesa l’istituzione di un polo di ricerca su Joseph Ratzinger – Benedetto XVI?

La missione della Cattedra è delineata nei suoi statuti, ma può essere riassunta essenzialmente in due direttrici fondamentali. Da un lato, la promozione della ricerca scientifica sul pensiero teologico di Joseph Ratzinger mediante convegni, progetti di dottorato e pubblicazioni; dall’altro, la diffusione e l’insegnamento della sua teologia a laici, seminaristi, religiosi e sacerdoti.

Perché Ratzinger? Tra i grandi teologi del secolo scorso, come Henri de Lubac, Hans Urs von Balthasar e molti altri, Ratzinger occupa una posizione del tutto particolare. Cyril O’Regan, professore all’Università di Notre Dame e vincitore del Premio Ratzinger nel 2024, lo ha definito il più grande teologo pastorale del nostro tempo. Questa è, in effetti, una delle caratteristiche distintive della sua opera teologica: essa si rivolge costantemente all’“uomo di oggi”, con le sue domande, le sue inquietudini e le sue sfide, cercando di mostrare il contenuto essenziale della fede cristiana, le ragioni della sua credibilità e la sua profonda bellezza.

La teologia di Ratzinger unisce così due dimensioni che spesso sono trattate in maniera separata: se da un lato essa è profondamente antropologica ed esistenziale, perché prende sul serio la ricerca di significato propria dell’esperienza umana; dall’altro è saldamente dogmatica, poiché rimane radicata nella verità della Rivelazione e nella Tradizione della Chiesa. Proprio questa sintesi ne fa un esempio eminente di quella teologia missionaria auspicata dal Concilio Vaticano II per il mondo contemporaneo.

In un contesto culturale segnato da secolarizzazione, relativismo e crescente smarrimento circa le domande fondamentali dell’esistenza, il pensiero di Ratzinger continua a offrire strumenti straordinariamente attuali per il dialogo tra fede e ragione, Chiesa e cultura, Vangelo e mondo contemporaneo. Per questo riteniamo che un centro di ricerca e insegnamento dedicato al suo pensiero possa apportare un contributo significativo sia alla formazione sia alla missione evangelizzatrice della Chiesa.

Pubblicazioni, contenuti mediatici, convegni: quali saranno i prossimi eventi e attività in programma e come vi preparate all’anno del Centenario?

Il principale appuntamento in programma sarà il congresso internazionale che la Cattedra organizzerà l’11 e 12 marzo 2027, in occasione di tre ricorrenze particolarmente significative: anzitutto il centenario della nascita di Joseph Ratzinger, ma anche il cinquantesimo anniversario della pubblicazione della sua Escatologia e il ventesimo anniversario dell’enciclica Spe Salvi. Queste due opere, che raccolgono alcuni dei temi più caratteristici e fecondi della riflessione ratzingeriana, dall’ecclesiologia alla cristologia, dalla soteriologia all’antropologia teologica, sono tra i suoi contributi più importanti e influenti. Il congresso si propone pertanto di approfondirne i diversi aspetti teologici e la loro permanente attualità per la vita della Chiesa e per il dialogo con la cultura contemporanea.

Siamo particolarmente grati che il Card. Kurt Koch abbia già accettato il nostro invito a partecipare. Sarà inoltre presente il Prof. Vincent Twomey, già dottorando di Ratzinger a Ratisbona, che offrirà una testimonianza più personale sul suo stile di docente, teologo e maestro. Hanno confermato la loro partecipazione anche altri autorevoli studiosi del pensiero ratzingeriano, tra cui Aaron Pidel della Pontificia Università Gregoriana, Matthew Ramage del Benedictine College negli Stati Uniti e Jacob Phillips della St Mary’s University di Twickenham nel Regno Unito.

La risposta alla call for papers ha superato ogni aspettativa: abbiamo ricevuto quasi un centinaio di proposte provenienti da tutto il mondo. Questo interesse internazionale conferma quanto l’opera di Joseph Ratzinger continui a suscitare attenzione e a stimolare la ricerca teologica anche tra le nuove generazioni di studiosi.

Gli atti del congresso saranno pubblicati come secondo volume della collana Studi Ratzingeriani presso l’editore Cantagalli. Stiamo inoltre valutando la possibilità di dedicare un numero monografico della rivista accademica Alpha Omega ai temi affrontati durante il convegno, così da favorire un’ulteriore diffusione dei risultati della ricerca.

Joseph Ratzinger e il Concilio Vaticano II, un Seminario su Introduzione al Cristianesimo, approfondimenti nell’ecclesiologia e nella teologia della missione, lezioni sulla teologia liturgica e un corso di comparazione tra il pensiero di Balthasar e Ratzinger. Questi sono i primi corsi della Cattedra Ratzinger. Perché è importante cominciare da questi temi, con quale sguardo e alla luce di quali necessità partire nella ricerca e nella formazione?

Da un certo punto di vista, la scelta di questi corsi riflette semplicemente gli interessi di ricerca dei professori che oggi collaborano con la Facoltà di Teologia nel APRA. Tuttavia, guardando nel loro insieme i temi proposti, non è difficile cogliere una provvidenziale convergenza, poiché essi toccano alcuni dei nuclei più importanti della sua riflessione teologica.

Introduzione al Cristianesimo è probabilmente l’opera più conosciuta di Ratzinger e rappresenta, per molti aspetti, una sintesi dell’intero suo progetto teologico: spiegare all’“uomo di oggi” perché sia ragionevole credere e quale sia il contenuto essenziale della fede cristiana. Allo stesso modo, il corso dedicato al Concilio Vaticano II affronta un altro tema decisivo. Ratzinger fu infatti non solo uno dei principali esperti teologici durante il Concilio, ma anche uno dei suoi interpreti più autorevoli negli anni successivi, impegnato a chiarirne le autentiche intenzioni e finalità. Vi è quindi una profonda consonanza tra questi due corsi, entrambi orientati a comprendere come la fede possa essere annunciata e vissuta nel mondo contemporaneo. Non a caso, il Prof. Pelonara, che tiene entrambi gli insegnamenti, ha dedicato la propria ricerca dottorale proprio alla questione dell’interpretazione del Vaticano II secondo le intuizioni dell’ermeneutica della riforma proposta da Benedetto XVI.

Da qui si passa poi ad alcuni degli ambiti più caratteristici dell’interesse teologico di Ratzinger: l’ecclesiologia e la liturgia. La riflessione sulla natura della Chiesa e sulla centralità della liturgia attraversa infatti gran parte della sua produzione scientifica e del suo magistero. Appare quindi naturale dedicare a questi temi due corsi specifici, che consentano agli studenti di confrontarsi con aspetti centrali della sua visione teologica.

Idealmente, vorremmo presto affiancare a questi insegnamenti anche un corso dedicato alla sua teologia fondamentale e alla sua teologia della rivelazione, temi altrettanto decisivi per comprendere il suo pensiero. Fortunatamente, un nostro dottorando sta attualmente completando una tesi proprio su questo argomento e confidiamo che possa presto offrire un insegnamento dedicato a tale ambito. Guardando al futuro, è inoltre probabile che l’arrivo di nuovi docenti permetta di sviluppare altri corsi su aspetti fondamentali della teologia ratzingeriana, come la sua visione sacramentale della realtà, la teologia della creazione e la teologia morale.

Infine, il corso dedicato a Ratzinger e Balthasar risponde a un’esigenza altrettanto importante. I due teologi furono legati da una profonda amicizia intellettuale e spirituale e Ratzinger riconobbe sempre il debito contratto nei confronti del grande teologo svizzero, pur senza nascondere le differenze che li distinguevano su alcuni punti. Questo corso apre una prospettiva di ricerca che desideriamo sviluppare ulteriormente negli anni a venire: lo studio di Ratzinger attraverso i suoi interlocutori, le sue fonti e i dialoghi teologici che hanno contribuito a plasmare il suo pensiero. Comprendere Ratzinger significa infatti anche comprendere la grande rete di autori, tradizioni e confronti intellettuali all’interno della quale la sua teologia è maturata e si è sviluppata.

Come immaginate e cosa auspicate per il futuro della Cattedra e quale pensiero rivolgete a chi comincia a studiare o già è in ricerca attraverso il pensiero di Benedetto XVI?

Siamo soltanto agli inizi di un progetto che speriamo possa portare abbondante frutto per la Chiesa. Del resto, lo stesso Ratzinger era convinto dell’importanza delle iniziative che nascono in modo semplice e quasi nascosto, ma che, coltivate con pazienza e fedeltà, crescono nel tempo e producono risultati duraturi. È anche la nostra speranza: costruire progressivamente, anno dopo anno, un punto di riferimento internazionale per lo studio, la ricerca e l’insegnamento della teologia di Joseph Ratzinger.

Guardando al futuro, desideriamo anzitutto consolidare le attività già avviate: i corsi, i progetti di ricerca, le pubblicazioni e i convegni. Al tempo stesso, auspichiamo di ampliare progressivamente la rete di collaborazione con studiosi e istituzioni accademiche di diversi Paesi, favorendo la formazione di una nuova generazione di ricercatori capaci di approfondire e sviluppare l’eredità teologica di Ratzinger. Il nostro obiettivo non è semplicemente conservare una memoria, ma promuovere un dialogo vivo con un pensiero che continua a offrire risposte illuminanti alle domande della Chiesa e della cultura contemporanea.

A quanti si avvicinano per la prima volta a questo grande teologo vorremmo rivolgere un invito semplice: lasciatevi sorprendere. Lasciatevi conquistare dalla bellezza disarmante della fede cristiana che Ratzinger ha saputo contemplare, comprendere e comunicare come pochi altri. I suoi scritti, soprattutto se confrontati con quelli di altri grandi teologi del Novecento come Karl Rahner o Hans Urs von Balthasar, possono apparire a una prima lettura più lineari e immediati. Tuttavia, dietro questa chiarezza espressiva si nasconde una straordinaria profondità di pensiero, maturata attraverso decenni di studio, preghiera e confronto con le grandi questioni dell’uomo e della storia.

 Per chi è già impegnato nella ricerca, il pensiero di Benedetto XVI rappresenta un terreno ancora sorprendentemente fecondo. Molti aspetti della sua opera attendono infatti di essere ulteriormente esplorati e valorizzati. Il modo migliore per rendergli omaggio non è ripeterne semplicemente le conclusioni, ma entrare nel suo metodo teologico: una ricerca della verità animata dalla fede, aperta alla ragione, attenta alle sfide del proprio tempo e sempre al servizio dell’incontro personale con Cristo.

In ultima analisi, crediamo che l’eredità più preziosa lasciataci da Ratzinger non consista soltanto nelle sue numerose opere, ma nella testimonianza di una teologia capace di unire rigore intellettuale, profondità spirituale e autentico amore per la Chiesa. È questo lo spirito che vorremmo custodire e trasmettere attraverso la Cattedra.

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