di Lorenzo Vecchio
Roma (RM)
Il 16 aprile 2026, presso Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, si è tenuto un incontro di presentazione del volume "La fede del futuro. Il futuro della Chiesa", della casa editrice Cantagalli.
L’incontro è stato aperto dall’ambasciatore Francesco di Nitto e dal contributo di Riccardo Pedrizzi, già senatore della Repubblica, il quale ha voluto sottolineare l’importanza della casa editrice Cantagalli che, grazie alla sua lunga storia iniziata nel 1925, ha reso possibile la pubblicazione di un testo inedito di Joseph Ratzinger del 1969. Pedrizzi ha posto particolare accento sulla dinamica familiare che ha caratterizzato la conduzione della casa editrice: da Ezio a Pietro fino a Davide Cantagalli, si è sviluppata una solida linea editoriale che ha diffuso nel tempo il magistero della Chiesa in lingua italiana, soprattutto nel solco aperto dal Concilio Vaticano II. Anche oggi, con la pubblicazione di questo testo scritto all’indomani del Concilio, tale impegno si rinnova.
A condurre l’incontro è stata la giornalista e saggista Maria Antonietta Calabrò, da anni legata al Corriere della Sera. Nell’introdurre gli ospiti e nel passare loro la parola, tra i suoi commenti è emersa una significativa riflessione su don Giacomo Tantardini, tra i più profondi conoscitori del pensiero di Sant’Agostino, ricordato non solo per il suo valore accademico, ma soprattutto per la sua capacità comunicativa e il suo carisma.
È seguito l’intervento del senatore Maurizio Gasparri, che ha evidenziato la figura di Ratzinger come guida spirituale anche per il mondo politico, in un tempo in cui il rapporto tra fede e istituzioni era particolarmente vivo anche grazie alla presenza e all’influenza del teologo tedesco.
Una registrazione proiettata su schermo ha poi permesso di ascoltare il contributo di don Roberto Regoli, presidente della Fondazione Ratzinger, il quale ha offerto una riflessione sul ruolo significativo svolto da Ratzinger durante il Concilio Vaticano II, sottolineandone il valore intellettuale e teologico. In particolare, ha ricordato come la Fondazione, dedicata a sostenere la ricerca teologica, sia stata voluta dallo stesso Benedetto XVI e riunisca studiosi di diversi ambiti – non solo teologi, ma anche filosofi, architetti e rappresentanti di altre discipline – conferendo premi e riconoscimenti alle figure che si distinguono nei loro campi, ma anche favorendo percorsi per nuovi giovani ricercatori.
Il successivo intervento del prof. Pierluca Azzaro, segretario della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI, ha riportato al centro il tema del centenario della nascita del pontefice. In particolare, si è soffermato su alcune delle più significative riflessioni di Ratzinger in merito alla democrazia, da lui definita come una delle forme di governo più autenticamente conformi alla dignità della persona umana, in quanto capace di promuovere una partecipazione responsabile. In questa prospettiva, la fede, intesa come guida morale, diventa condizione fondamentale per il mantenimento di una democrazia sana e autentica.
È poi intervenuto S.E. Mons. Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, che, richiamando il magistero di Benedetto XVI, ha sottolineato il costante impegno del pontefice nel favorire il dialogo tra fede e ragione. In questa prospettiva, la verità non muta con il trascorrere della storia, ma si radica in un cammino di conoscenza illuminato dalla fede. Fisichella ha inoltre evidenziato che una delle principali sfide della Chiesa contemporanea sia quella della credibilità: per questo motivo, ha richiamato la centralità della preghiera, dell’Eucaristia e del rapporto personale con Cristo, indicando nella testimonianza dei santi il punto di riferimento capace di illuminare il presente.
Infine, il presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione, Davide Prosperi, ha sottolineato la profonda sintonia tra il pensiero di Ratzinger e l’esperienza del movimento ecclesiale fondato da don Luigi Giussani. Il rapporto tra Giussani e il futuro Benedetto XVI è stato descritto come essenziale per lo sviluppo del movimento in piena fedeltà alla dottrina cattolica e al Catechismo. Prosperi a tal proposito riferisce che Comunione e Liberazione appariva, agli occhi del teologo tedesco, come una delle espressioni più significative nate dal Concilio Vaticano II, incarnando proprio quel tipo di realtà ecclesiale che lo stesso Ratzinger auspicava potesse emergere.
Dall’incontro è chiaramente emersa l’attualità del pensiero di Joseph Ratzinger, le cui parole e i cui testi sono ancora in grado di offrire un punto di vista significativo sulle sfide della Chiesa di oggi. In particolare, l’idea della centralità della fede, intesa come presenza concreta nella storia, getta luce sulle esigenze e sulle responsabilità alle quali il cristianesimo è chiamato a rispondere, per non essere trascinato in balia – direbbe Ratzinger – di ogni “vento di dottrina”, ma mantenendo sempre uno sguardo positivo sulla realtà.
Le parole di S.E. Mons. Rino Fisichella a margine della presentazione del volume "La Fede del Futuro“ (Ed.Cantagalli), presso l‘Ambasciata d‘Italia presso la Santa Sede, primo di una lunga serie di eventi organizzati per il Centenario di Joseph Ratzinger Benedetto XVI (1927-2027).
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