"Joseph Ratzinger – Benedetto XVI: eredità e attualità a cento anni dalla nascita". La Fondazione Vaticana ospite a Gemonio (CO)

Pubblicato il 24 giugno 2026 alle ore 18:00

di Redazione 

GEMONIO (CO), LOMBARDIA

"Joseph Ratzinger – Benedetto XVI: eredità e attualità a cento anni dalla nascita".

Un convegno promosso dalla Chiesa di San Pietro, il Comune di Gemonio e la Diocesi di Como insieme alla Fondazione Vaticana.

A condurre l’incontro il professor Lorenzo Ornaghi, già rettore della Cattolica ed ex ministro della Cultura. Al suo fianco due interlocutori: il Prof. don Roberto Regoli, presidente della Fondazione Ratzinger, e il professor Pietro Luca Azzaro, docente di storia delle dottrine politiche presso l'Università Cattolica di Milano e traduttore e curatore dell'edizione italiana dell'Opera Omnia, la raccolta delle opere del papa teologo.

Regoli ha illustrato le molte iniziative per il Centenario di Joseph Ratzinger a livello mondiale in cui l’evento di Gemonio si inserisce. Quindi, tratteggiando la figura, ha messo in rilievo il suo essere stato leader autentico, cioè colui che incarna e corrisponde alle attese e ai desideri più veri e profondi del popolo.

Il suo essere vero leader si è manifestato anche nella profondità e insieme nella immediata accessibilità del suo pensiero, nonché nella sua disponibilità a parlare e a confrontarsi con tutti. Significativa in questo senso, ha sottolineato il presidente della Fondazione Ratzinger, anche l’apertura alare del suo pensiero: spazia dallo studio delle varie aree della teologia al diritto, dall’arte e dalla musica al rapporto tra fede e ragione, sino a occuparsi più specificatamente di quello tra fede e politica.

Il prof. Ornaghi da parte sua ha messo in evidenza la centralità della questione di Dio nel magistero di Benedetto XVI, una questione che riguarda in buon vivere di credenti e non credenti, come mostra proprio il Progetto Culturale orientato in senso cristiano” voluto dal cardinale Camillo Ruini e con il quale in Italia si tentò di riaffermare e reintrodurre la cultura cattolica a tutto campo, contro una cultura non cristiana che tende invece sempre più a predominare e che vorrebbe porsi come universale e autosufficiente, generando un corrispondente stile di vita.

Alla richiesta di Ornaghi a Regoli di esprime una valutazione del pontificato di Joseph Ratzinger, lo storico della Chiesa ha definito il papato benedettino come “papato di consolidamento” – in continuità con quello di Giovanni Paolo II di cui fu co-protagonista – che non significa però papato reazionario, al contrario: la grande riforma della rinuncia poteva attuarla solo un papa con la sua autorità teologica, e molte delle riforme da lui avviate attendono ancora compimento. La storia insegna che interpretare un papato come insuccesso a partire dal modo in cui si conclude è grave errore: Gregorio VII, mille anni prima di Benedetto XVI, non concluse forse il suo papato in modo apparentemente fallimentare, in esilio, a Salerno? Eppure, alla lunga, il suo pontificato si è rivelato il più importante di tutto il secondo millennio cristiano.  In ultimo, Pierluca Azzaro, infine, traduttore e curatore della Opera omnia di Ratzinger, ha evidenziato il significato e l’importanza dell’occasione in cui l’importante evento di Gemonio si svolge: la celebrazione del 75esimo anniversario di sacerdozio di Joseph Ratzinger Benedetto XVI.

Ratzinger fu, ha spiegato Azzaro, prima di tutto e soprattutto un “sacerdote dal profondo del cuore”, e non è un caso come tra le cose più belle da lui scritte ci siano proprio i testi sul sacerdozio e per i giovani sacerdoti, con i quali parla come un padre con i propri figli. 

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