Commento al Vangelo della Prima Domenica di Quaresima 2026.
📖 Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 4,1-11.
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di' che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: "Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio"».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: "Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra"». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo"».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto"».Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.
«Oggi celebriamo la prima domenica di Quaresima. Le letture liturgiche ci fanno riflettere sulle tentazioni, l’inizio del male, cioè il peccato dell’uomo (Gen 3,1-7) e nel Vangelo il diavolo che mette alla prova il Signore Gesù, il figlio amato del Padre, l’autore della Vita (Mt 4,1-11).
Il terzo capitolo della Genesi presenta infatti questa domanda: «È vero che Dio ha detto: "Non dovete mangiare di alcun albero del giardino"?». Ecco la domanda del maligno, il serpente. Poi la donna da una risposta giusta: «[…] Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: "Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete"».
Il dialogo non finisce perché il maligno cerca sempre di convincere coloro che ascoltano le sue parole. Il Serpente dice alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male». Ascoltando la voce di menzogna senza riflettersi bene cade nel peccato. Ed è esattamente quello che ha fatto la donna!
Vede che la frutta era “gradevole” e “desiderabile” per acquistare saggezza, ne mangiò, poi ne diede anche al marito. Ecco come il peccato è entrato nel mondo. L’autore sacro precisa che «si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi». La nudità è lo stato di chi è nel peccato. Chi si allontana da Dio. Chi segue la propria via. Chi segue i consigli dell’empio. La quaresima ci invita all’ascolto di Dio seguendo le sue raccomandazioni, anzi mettendo in pratica la sua legge. Purtroppo, l’uomo ha indurito il suo cuore e, di conseguenza, non ascolta la voce di Dio.
L’apostolo Paolo lo descrive nella seconda lettura (Rm 5,12-19) con queste parole: «a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte». Ma con Gesù otteniamo la vita. Ecco perché chi si allontana da Dio muore (Cf. Gv 15,1-5) perché fuori da Lui non c’è vita (Gv 14,6). Ovviamente, con la nascita, la morte e la risurrezione di Cristo, riceviamo l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia. Paolo è convito che Cristo è l’unica verità, l’unica via da seguire perché solo in lui otteniamo la vita eterna.
Nel Vangelo di oggi, dopo aver ricevuto l’“investitura” come Messia – “Unto” di Spirito Santo – al battesimo nel Giordano, Gesù fu condotto dallo stesso Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo. Non è una passeggiata spirituale; è il luogo dove Gesù ci mostra la sua resistenza, la sua fedeltà al Padre, la sua ‘’messianità’’. Egli vince il maligno e il Vangelo si conclude con una promessa: «Allora il diavolo lo lasciò. Ed ecco, degli angeli si avvicinarono e lo servivano» (Mt 4,11).
Dunque, cerchiamo sempre di camminare senza paura: il deserto non è l’ultima parola; è il cammino verso un’adorazione più pura che ci rende liberi. «Come insegna sant’Agostino, Gesù ha preso da noi le tentazioni, per donare a noi la sua vittoria (cf. Enarr. in Psalmos, 60,3: PL 36, 724). Non abbiamo dunque paura di affrontare anche noi il combattimento contro lo spirito del male: l’importante è che lo facciamo con Lui, con Cristo, il Vincitore». (Benedetto XVI - Angelus, 17 febbraio 2013). Ecco l’augurio che vi faccio per questo tempo di Quaresima».
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