Il primo BuchLab a vent'anni dalla pubblicazione dell'enciclica Deus Caritas Est

Pubblicato il 20 febbraio 2026 alle ore 13:00

di Redazione

Giovedì 19 febbraio, si è svolto presso il Gemeindezentrum di Santa Maria dell‘Anima la prima puntata del BuchLab, il laboratorio interdisciplinare sui testi di Joseph Ratzinger - Benedetto XVI.
A guidare la lettura sul primo capitolo della Deus Caritas Est(sottoscritta nel Natale 2005) in occasione dei 20 anni dalla pubblicazione (25 gennaio 2006) è stato il Professore Don Giorgio Sgubbi, sacerdote della diocesi di Imola e canonico presso la Cattedrale della stessa, professore invitato in diverse università italiane ed estere, autore di numerosi libri e articoli pubblicati su riviste europee specializzate, parte del NeuerSchülerkreis. Attualmente è professore di Teologia fondamentale alla Facoltà Teologica
dell’Emilia-Romagna, di Teologia dogmatica all’Istituto di alta specializzazione dell’Università di Urbino e docente invitato alla Pontificia
Università Gregoriana in Roma.

 

Di seguito, le riflessioni di alcuni dei partecipanti.

1) Il desiderio di approfondire il tema dell’amore cristiano, così come affrontato dalla Lettera Enciclica “Deus caritas est”, ha spinto i giovani di “RatzingerClass” a organizzare, a vent’anni dalla pubblicazione, un incontro dedicato alla lettura e al commento del I capitolo di questo importante documento di Papa Benedetto XVI sotto la guida del Prof. Sgubbi che, del pensiero di Joseph Ratzinger – Benedetto XVI, è grande esperto. Sempre più spesso, nella società nella quale viviamo, viene equivocato il significato di amore e il suo impiego, così diffuso, finisce per svilirne l’importanza. Il Prof. Sgubbi ci ha ricordato che il vero amore non può essere solo ἔρως “ebbro e indisciplinato”, ma esso necessità di “…disciplina, di purificazione per donare all’uomo […] un certo pregustamento
[…] di quella beatitudine a cui tutto il nostro essere tende”. Ecco l’ἀγάπη, il più nobile termine per riferirsi all’amore. Dell’amore noi uomini
siamo i destinatari in quanto lo riceviamo da Dio che non soltanto, con infinita misericordia, ci da amore, ma Egli stesso è Amore.
Alla sua sorgente ogni cristiano deve abbeverarsi affinché sia capace di donare, a sua volta, quell’amore che ha ricevuto.
Diversi sono stati gli interrogativi posti dai giovani presenti ai quali il Prof. Sgubbi, con il rigore di un Maestro temperato da mitezza paterna, ha risposto suscitando ulteriore curiosità ed interesse verso la sterminata produzione di uno dei più grandi pensatori del
‘900: Joseph Ratzinger – Benedetto XVI.
M. Canta

 

2) Abbiamo ascoltato con grande interesse l'intervento del prof. Sgubbi, che si è rivelato un valido supporto alla lettura della prima enciclica di papa Benedetto XVI: la linearità della sua spiegazione si è coniugata efficacemente al linguaggio semplice dell'enciclica per spiegarne il messaggio fondamentale. Grazie alla sua presenza abbiamo potuto cogliere nell'immediato gli aspetti più importanti, in particolare il carattere di risposta alla filosofia nietzschana ormai tanto diffusa nella società contemporanea e che tanto avversa direttamente il cristianesimo, i quali, per quanto sia semplice il messaggio dell'enciclica, non vi si trovano immediatamente perspicui e richiedono una contestualizzazione fondamentale per comprenderla, che il prof. Sgubbi si è felicemente prestato a mostrarci. Ringraziamo la sua istituzione per averci permesso di incontrarlo e di dialogare con lui nel contesto del Gemeindezetrum.
M. Di Furia

 

3) Illuminante è l’aggettivo per descrivere la prima lezione della Ratzinger Class. 

La grandezza del messaggio di Papa Benedetto XVI di per sé non può lasciare indifferenti ma, grazie alle modalità con cui è stata erogata la lezione, i necessari confronti filosofici e il richiamo al mondo classico, ha suscitato in me una ancor maggiore curiosità e desiderio di approfondimento.
G. Morelli

 

4) L’incontro, è stato profondamente nutriente per le anime religiose. Il commento minuzioso di alcuni passaggi del primo capitolo del "Deus caritas est" ha permesso di penetrare con maggiore consapevolezza nel pensiero teologico di Benedetto XVI, facendo vibrare le corde più intime dell’anima e suscitando riflessioni pedagogiche.

Soprattutto, è emersa con chiarezza la profondità del concetto di amore come dimensione intrinseca dell’uomo di Dio: un amore che non è semplice sentimento, ma scelta, dono e verità che si incarnano nella vita concreta.
A. Lonardelli

 

5) Nel corso del primo BuchLab, la Ratzinger Class ha aperto un tavolo di lavoro dedicato all’approfondimento della Deus Caritas est, la prima lettera enciclica di Benedetto XVI. 

La mediazione del professor Giorgio Sgubbi ha consentito di accostarsi a un testo decisivo per la tradizione cristiana. In effetti, attraverso un’analisi guidata, sono stati messi a fuoco i principali nuclei concettuali dell’enciclica: partendo dalla distinzionetra Ἀγάπη ed eros, per giungere successivamente all’indivisibilità tra l’amore di Dio e quello per il prossimo, un amore che può essere «comandato» solo in quanto donato in precedenza.

I numerosi stimoli interdisciplinari  tra letteratura-filosofia e storia  hanno contribuito a rendere accessibili questioni decisive, di per sé complesse, favorendo in tal modo una ricezione più consapevole del testo. Né è emersa con chiarezza unamaggiore consapevolezza dell’orizzonte dell’enciclica e della sua attualità nel dibattito culturale contemporaneo, insieme a una forte curiosità nell’approfondire la teologia del Pontefice.

L. Clemente

 

6)Dell'incontro di ieri ho trovato particolarmente stimolante e degno di nota il confronto della teologia di Benedetto XVI con il pensiero di Nietzsche. Laddove il secondo vede nel cristianesimo la pietra tombale del desiderio umano di raggiungere Dio, ho trovato molto illuminante la lettura della teologia di Ratzinger come punto di incontro tra divino ed umano, attraverso una lettura di Dio come amore, caritas, lettura che si rifà all'aspetto forse più puro di quel crisianesimo delle origini, come d'altronde già aveva ben compreso, seppur con le dovute differenze, un altro gigante della tradizione filosofico-teologica tedesca quale era Hegel.

F. Curti 

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