Elogio alla gratitudine: nella Basilica di San Pietro, la messa per l'anniversario dei 99 anni di Benedetto XVI, l'omelia del Cardinale Kurt Koch

Pubblicato il 17 aprile 2026 alle ore 12:00

di Lea Amodio 

 

16 aprile 2026, Altare della Cattedra, Basilica di San Pietro, Città del Vaticano.

 

"Freu dich, erlöste Christenheit“ – Rallegrati, cristianità redenta –  ha intonato il coro presente alla Messa solenne nell'anniversario del 99° anniversario della nascita di Joseph Ratzinger - Papa Benedetto XVI, ancora nella II settimana del tempo pasquale. 

La celebrazione è stata presieduta da Sua Eminenza Rev.ma il Card. Kurt Koch, Prefetto per il Dicastero per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e patrono di lunga data del circolo di studenti cosiddetto "Schülerkreis". 

Comincia nel tempo pasquale l'attesa per il Centenario di Papa Benedetto (2027), nato sulla terra e nato in cielo in un sabato Santo, alla nascita in una nevicata Marktl am Inn (Baviera) alla vigilia della Pasqua del 1927 e alla morte nell'ultimo giorno dell'anno, presso il Monastero Mater Ecclesiae, nel cuore dei Giardini Vaticani, il 31 dicembre 2022, in quell'ottava di Natale alle porte con la Solennità di Maria Santissima Madre di Dio.

La sua stessa vita, già senza considerare la vasta produzione teologica che ne è specchio, è essa stessa così, incarnazione di tutto il suo lavoro teologico e testimonianza di Cristo Redento: nella fine il principio, nel vuoto, nell'assenza, nel giorno dell'anno per eccellenza in cui l'umanità vacilla, vivendo e riflettendo il suo dramma, l'attesa di una grande gioia, l'alba di un nuovo giorno. 

Il Cardinale Koch sottolinea diverse volte nella sua omelia per l'occasione, la parola "grazie", inserita in tutte le sue varianti ed accezioni.

Gratitudine, parola che riassume al meglio le migliaia di testimonianze e messaggi che nell'anniversario hanno ricordato e omaggiato da tutto il mondo il papa tedesco

Presente alla Santa Messa, naturalmente, anche l'orchestra, diretta da Karl Michael Waltl, con il maestro del coro Anton Halm (Steiermark/Austria), Peter Nussbaumer all‘organo, era formata anche da un quintetto di fiati di Kundl (Tirolo/Austria).

 

Di seguito, l'omelia pronunciata dal Cardinale Koch in lingue italiano e inglese.

"Cari fratelli e sorelle,

la celebrazione di un compleanno è sempre un’ottima occasione per fermarsi in mezzo alle mille cose da fare nella vita e rendere grazie, grazie per tutto ciò che abbiamo ricevuto nella nostra esistenza. E anche grazie per tutto ciò che a nostra volta abbiamo potuto donare agli altri. Soprattutto un compleanno è un’occasione speciale per comprendere e celebrare la nostra vita come un dono e quindi per essere grati per essere. 

Un compleanno ci ricorda il fatto fondamentale che nessuno può creare la vita da solo: possiamo solo riceverla da Dio attraverso l’amore l’amore genitori. La nostra vita essendo vita grazie ad altri è destinata a essere vita grata di ringraziamento.

Questo è particolarmente vero quando celebriamo il compleanno di una persona che ha già lasciato la vita terrena ed è tornato al Padre Celeste. E quando, oggi, ci mettiamo in cammino per celebrare il Centenario della nascita di Joseph Ratzinger - Papa Benedetto XVI, nell’anno prossimo, ripensando alla sua vita, il suo compleanno è ancora di più motivo di profonda gratitudine. La sua biografia e la sua Opera teologica sono una chiara testimonianza del fatto che l’uomo non è primariamente come l’antropologia moderna l’ha definito in maniera riduttiva un “essere agente” - “homo faber” ma piuttosto un “essere grato” - “homo festivus”.

Joseph Ratzinger con la sua vita ci ha dimostrato che siamo tutti chiamati come persone grate, più precisamente come persone eucaristiche che nel grande rendimento di grazie della chiesa, la Santa Eucarestia, sono così profondamente radicate in Cristo Risorto e tutta la loro vita può diventare una preghiera eucaristica. Il compleanno di Joseph Ratzinger - Benedetto XVI è il segno di una grande gratitudine anche perché si distingue per due particolarità: la prima è che è stato battezzato lo stesso giorno della sua nascita, ha potuto così festeggiare un doppio compleanno nello stesso giorno come egli stesso ha osservato in occasione del suo 80° genetliaco con queste grate parole, cito:

"Ho sempre considerato un grande dono della Misericordia Divina che la nascita e la rinascita siano state a me concesse, per così dire insieme, nello stesso giorno, nel segno dell’inizio della Pasqua. Così, nello stesso giorno, sono nato membro della mia propria famiglia e della grande famiglia di Dio".

 

Tutto ciò ci fa capire qual è il Mistero della vita cristiana e, per noi cristiani, la nascita naturale e la rinascita battesimale sono inscindibilmente legate e ci offrono così una duplice famiglia: attraverso la nascita, noi cristiani come tutti gli uomini, entriamo a far parte di una famiglia naturale in cui nasciamo come esseri umani e attraverso il battesimo entriamo a far parte della grande famiglia di Dio che è la Chiesa in cui rinasciamo come figli di Dio. Entrambe sono interconnesse e interdipendenti, la singola famiglia cristiana costituisce la più piccola cellula di base della Chiesa e quindi giustamente considerata la Chiesa domestica, in cui i genitori sono, per così dire, i primi sacerdoti della vita dei loro figli, d’altra parte la singola famiglia cristiana ha bisogno della più ampia famiglia della chiesa come di un rifugio protettivo per poter compiere la sua missione. Joseph Ratzinger ha testimoniato questa bellezza della nascita e della rinascita con la sua vita.

Dear Brothers and Sisters in Christ,
The second peculiarity of Joseph Ratzinger’s birthday is that, April 16th 1927 was Holy Saturday. This day held a very special significance in his life and theological thought. In particular in light to the two aspects associated with it. From the perspective of the Christian faith, Holy Saturday is first and foremost the day of God’s hiddenness and silence in human history. This bitter experience of being abandoned by God was something that the very generation that grew up in the same area as Joseph Ratzinger had to endure as he himself diagnosed. I quote: “After the two wars there was the lagers and the gulags, Hiroshima and Nagasaki. Our epoch has become increasingly a Holy Thursday. This day’s darkness challenges all who are wondering about life and it challenges us believers in particular. We do have something to do with this darkness”. Joseph Ratzinger experienced this dark side of Holy Saturday intensely and it made him a critical diagnosian of disastrous developments in the contemporary situation in society and the church. Critics who had apparently or not all reads in therefore accused him of being a culture of pessimism in only the dark side of the world.

I’m convinced of the contrary, that Joseph Ratzinger saw the world’ situation with a very critical eye precisely because he saw it through the light of Christian faith. Those who lack this light remain in darkness even if they believe it is bright. Conversely, those who look at the world with the clear light of the faith perceive its darkness all the more clearly, as the old saying goes: “Where there is much light, there is also much darkness”. The light of faith also reveals itself most clearly when things are not clear. It shines powerfully in the darkness. We need such diagnoses of our times, guided by the light of faith even in our current era of terrible developments which has made us feel the dark side of Holy Saturday.

But Joseph Ratzinger did not only experience his darkness side of Holy Saturday. In the light of Christian Faith, he perceived also and the very bright side of this day. We express this mystery in the Apostles Creed, by referring to the fact that Jesus died and was buried and descended into the realm of the dead. To understand the full dynamism contained in this mystery of faith, we must ask ourselves we must ask ourselves what happened in the realm of the dead. Our human experience already shows us that the realm of the dead is the place of utter abandoned and total loneliness because all human love has grown cold here. But it was in this realm that Jesus in his death went in order to bring even their presence of God and his warming love. This event also transform the realm of death into a place of new life.

In the words of Joseph Ratzinger: “The voice of God resounded in the realm of death. The unimaginable occurred; namely love penetrated hell”.

With this joyful words, Pope Benedict XVI expressed the brightest light of Holy Saturday. Joseph Ratzinger lives and proclaimed this mystery of faith all his life. He was therefore not a pessimism, but a profoundly hopeful and thus realistic Christian.

The fact that he was the first person baptized with the new Easter altar on Holy Saturday in 1927, accompanied him like a melody through his life and nourished his faith as he himself testified: “That my life was involved in the Easter mystery in this way from the very beginning, has always filled me with gratitude since this could only be a sign of blessing”. In this testimony of faith, we encounter the deepest reason for the gratitude and the resulting (hold) that characterized the life and faith of Joseph Ratzinger – Benedict XVI. And with this, we can also understand why we felt compelled to proclaim the message of hope, even and especially where it was not wanted but rather opposed. Like Peter and the Apostoles in today’s reading, Joseph Ratzinger always answered: “We must obey God rather than human beings”.

We has deeply convinced that Christ is the true witness to God’s truth, as John testifies us in today’s gospel and that we are too called to bear witness to the faith, whether convenient or inconvenient and not just occasionally. Today’s birthday of Pope Benedict XVI is a welcome opportunity to thank the living God the life and faith of his an outstanding teacher of the face of the chair of St Peter. Our gratitude however, is only credible if we allow ourselves to be encouraged by the witness of Pope Benedict, recognizing that we to be a saints of witness and to bring people on his Holy Saturday, a joyful and hopeful message of today’s gospel. However believes in the Son has eternal life. Amen". 

 

La Santa Messa era inserita nell‘ambito del programma di lancio della "Benedict XVI Society“, istituto teologico e portale informativo, nuova rete globale per promuove e associare le diverse iniziative intellettuali e spirituali sul pensiero teologico di Joseph Ratzinger - Benedetto XVI.

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Commenti

Rossella Petrazzuolo
16 ore fa

Ringrazio il sito che con la pubblicazione straordinaria di questi eventi ci aiuta ancora di più a comprendere la profondità di pensiero di questo Grande Papa che a tutt' oggi manca ma immortali restano i suoi insegnamenti.