di Gabriele Gusso
La Ratzinger Class ha recentemente promosso un incontro con il Professor Alejandro Sada, PhD presso l'Università di Navarra e docente all'Università Panamericana di Messico, esperto conoscitore del pensiero di John Henry Newman e Joseph Ratzinger. Il dialogo si è focalizzato sull'analisi critica di alcuni passaggi fondamentali di "Introduzione al Cristianesimo", esplorando la profonda armonia tra il "Credo" e l' "Amen" come espressione di una fiducia riposta in un fondamento che l'uomo non ha costruito da sé ma che lo sostiene. Il Prof. Sada ha evidenziato come, nel pensiero di Ratzinger, la fede non sia una resa cieca all'irrazionale, bensì un movimento verso il logos e la verità stessa, poiché il senso del mondo risiede in una razionalità che precede l'agire umano.
Durante l'evento è stata approfondita la distinzione tra la conoscenza pratica, limitata a ciò che è misurabile e funzionale, e l'intelligenza della fede, che mira alla verità dell'essere in quanto tale. La discussione ha messo in luce come la scelta della Chiesa primitiva in favore del "Dio dei filosofi" non sia stata un adattamento accidentale, ma una decisione deliberata per la verità contro il mito e la consuetudine. Questa opzione ha trasformato radicalmente il concetto filosofico di Dio: la fredda "geometria dell'universo" degli studiosi è stata riconosciuta dalla fede come agape, ovvero un amore creativo che si volge verso l'uomo e il mondo.
Un momento centrale della conferenza ha riguardato il primato del logos rispetto alla materia, sostenendo la visione per cui il pensiero e il significato non sono sottoprodotti casuali dell'esistenza, ma la struttura portante di tutta la realtà. In questa prospettiva, il Cristianesimo si configura come una filosofia della libertà, dove una Ragione originaria pensa e, pensando, crea ulteriori libertà indipendenti. Il Prof. Sada ha concluso sottolineando che la teologia come discussione razionale su Dio rimane un compito fondamentale per la fede, affinché essa non scada in fanatismo o settarismo, ma rimanga un'apprensione dignitosa dell'essere da cui siamo compresi.
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